PROGETTO BO: dal laboratorio del martedì

PROGETTO BO: dal laboratorio del martedì

Scatole piene, dentro e fuori

Il martedì pomeriggio ha un ritmo tutto suo. Non è solo un momento della settimana, ma uno spazio in cui le cose possono accadere con calma, senza dover dimostrare nulla.

Questa volta siamo partiti da un libro che molti conoscono, ma che ogni volta sembra diverso: Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Abbiamo letto insieme i primi due capitoli, soffermandoci su qualcosa che spesso passa inosservato: la distanza tra ciò che si vede e ciò che resta nascosto.

Non è stata una riflessione teorica. È diventata subito concreta.

A ciascuno è stata data una scatola. Un oggetto semplice, quasi neutro. Eppure, nel giro di poco, si è trasformato in uno spazio personale.

All’esterno, ognuno ha scelto cosa mostrare: immagini, parole, segni che raccontano come si presenta agli altri. Non sempre è stato facile decidere cosa mettere. Per alcuni è stato immediato, per altri ha richiesto tempo, come se scegliere cosa mostrare significasse anche prendere posizione.

Poi è arrivato il momento dell’interno. Qui il ritmo è cambiato. Più lento, più silenzioso.

Dentro la scatola sono finite cose diverse: pensieri difficili da dire, desideri appena accennati, emozioni che non trovano facilmente spazio nelle conversazioni quotidiane. Qualcuno ha scritto, qualcuno ha disegnato, qualcuno ha semplicemente scelto di tenere per sé.

Non tutto è stato condiviso, e andava bene così.

A un certo punto, però, è successo qualcosa che ha cambiato il senso dell’attività.
Abbiamo fatto un piccolo foro nella scatola.

Un gesto semplice che ha aperto una domanda: cosa succede quando ciò che teniamo dentro non resta completamente chiuso?

Non si trattava di “mostrare tutto” o di esporsi a ogni costo. Piuttosto, di lasciare uno spazio perché ciò che è dentro possa respirare, senza rimanere imprigionato.

Forse è qui che l’attività ha trovato il suo punto più autentico. Non nel risultato visibile, ma in quel piccolo passaggio: riconoscere che dentro ognuno di noi c’è qualcosa che merita attenzione, e che non sempre ha bisogno di essere nascosto.

Alla fine non abbiamo tirato conclusioni definitive.
Ci siamo lasciati con un augurio semplice: continuare a conoscerci, un po’ alla volta, senza fretta.

Abbiamo scoperto insieme che anche una scatola può raccontare molto. E, a volte, basta un piccolo foro per iniziare ad ascoltare davvero cosa c’è dentro.

 

#VivaProgettoBo

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